Libreria.

Le novità editoriali di gennaio 2018

Il seme del 2018 ha appena avuto il tempo di mettere qualche radice e già vizia gli amanti dei libri con alcune gustose novità che conquisteranno gli scaffali del nostro Paese da qui a un paio di settimane. Senza ulteriori attese, diamo uno sguardo agli arrivi in libreria più interessanti di questo gennaio.

Sono sempre io – Jojo Moyes

Copertina di Sono sempre io.Titolo: Sono sempre io
Autore: Jojo Mojes
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 444

In libreria dal 30 gennaio 2018
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Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora. Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato… Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

Non mi sono ancora addentrata nella lista che già devo confessare un crimine spaventoso: nonostante venga bombardata a cadenza pressoché annuale dall’hype che sempre circonda le creature di carta e inchiostro di questa pluripremiata autrice, ad oggi non conto alcun suo romanzo nella mia personale libreria, e non sono sicura di andare fiera di questa lacuna. Perciò, come proposito per quest’anno, mi assumo l’impegno di leggere la serie che vede protagonista Louisa Clark a cominciare da Io prima di te. Quest’ultima uscita, Sono sempre io, va a comporre il terzo episodio della serie sulla scia di Dopo di te.


Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee – Matthew Sullivan

Copertina di Mezzanotte alla libreria delle grandi idee.Titolo: Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee
Autore: Matthew Sullivan
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 380

In libreria dal 25 gennaio 2018
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Lydia è una ragazza schiva e introversa. Ama nascondersi fra i suoi adorati libri e fra gli scaffali della Libreria delle Grandi Idee presso cui lavora, nel cuore di Denver, Colorado. Una libreria che, in particolare nelle ore di apertura serali, si popola di bizzarri bibliomani che fra i volumi passano lunghe ore. Una sera, poco dopo la chiusura, a Lydia tocca una sconcertante, terribile sorpresa. Uno degli abituali frequentatori, il giovane Joey, si è impiccato fra gli scaffali del piano superiore. Prestandogli i primi soccorsi, Lydia fa una scoperta che cambierà la sua esistenza: dalla tasca dei jeans di Joey spunta una foto. Una foto che ritrae lei da bambina. Perché Joey si è suicidato proprio in libreria? Per quale motivo teneva in tasca quella foto? E perché Lydia ha l’impressione che sia solo il primo di una serie di messaggi che Joey le ha lasciato prima di morire, affidandoli ai libri? Nel tentativo di scoprire la verità, Lydia rievoca immagini di una terribile notte della sua infanzia, dettagli sepolti da tempo nella memoria. E insieme ai ricordi riemergono presenze che pensava di aver lasciato ormai nel passato, come quella di suo padre. Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee è un thriller ambientato nel mondo degli amanti dei libri, fra personaggi che alla passione per la lettura e per il sapere hanno votato la propria vita, fino alle conseguenze più estreme…

Delle opere qui proposte, già scremate fra una selezione più ampia ma non meno degna, questa è quella che affascina maggiormente il mio istinto di lettrice. Già in passato mi sono fatta accalappiare dall’involucro esterno e ho finito per acquistare libri a scatola chiusa, con esiti che si collocano su un ampio spettro di sentimenti. Siccome l’ho appena inserito nella mia lista di lettura (in lingua originale, s’intende), auspico di rifarmi viva fra qualche giorno con un sorriso e una manciata di stelline. E se giungerò a mani vuote, pazienza.


Il morso della reclusa – Fred Vargas

Copertina di Il morso della reclusa.Titolo: Il morso della reclusa
Autore: Fred Vargas
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 550

In libreria dal 23 gennaio 2018
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Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze in Islanda per seguire le indagini su un omicidio. Il caso è ben presto risolto, ma la sua attenzione viene subito attirata da quella che sembra una serie di sfortunati incidenti: tre anziani che, nel Sud della Francia, sono stati uccisi da una particolare specie di ragno velenoso, comunemente detto reclusa. Opinione pubblica, studiosi e polizia sono persuasi che si tratti di semplice fatalità, tanto che la regione è ormai in preda alla nevrosi. Adamsberg, però, non è d’accordo. E, contro tutto e tutti, seguendo il proprio istinto comincia a scandagliare il passato delle vittime.

Di Fred Vargas ho solo belle parole da dire. Non che possa vantare chissà quale cultura sulla produzione letteraria di questa autrice francese, ma si dà il caso che una delle mie letture a cavallo fra il 2017 e il 2018 sia stata proprio Chi è morto alzi la mano, racconto a tinte gialle firmato Vargas. Se quest’ultimo impegno, in uscita nelle nostre librerie fra appena dieci giorni, vale anche solo la metà di quel romanzo, attendo scintille e una new entry che andrà a impolpare la schiera dei miei libri preferiti di sempre.


Emilia l’elefante – Arto Paasilinna

Copertina di Emilia l'elefante.

Titolo: Emilia l’elefante
Autore: Arto Paasilinna
Casa editrice: Iperborea
Pagine: 252

In libreria dal 20 gennaio 2018
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Kerava, 1986. Nelle stalle del Circo Finlandia nasce una tenerissima elefantina che la sua padrona, Lucia Lucander, decide di chiamare Emilia in omaggio alla moglie del direttore, vecchia gloria della pista circense. Emilia dimostra grandi talenti, riuscendo già a sei mesi a sventolare la bandiera finlandese in mezzo alla pista. Ma non dura. Nel giro di poco entra in vigore una legge che proibisce l’uso di animali selvatici a scopo di intrattenimento, e di colpo per Emilia non c’è più posto. Dopo un periodo al Grande Circo di Mosca e favolosi spettacoli sulla transiberiana, Lucia ed Emilia rientrano in Finlandia e vengono accolte in una fattoria-allevamento di polli. Nel frattempo si è immischiata anche l’Unione Europea, inasprendo ulteriormente la regolamentazione sugli animali selvatici, e per questo attorno a Lucia e all’elefante si forma un premuroso circolo di amici sempre pronti ad aiutarle e sostenerle. Perché non portare Emilia in Africa, tra i suoi simili, propone qualcuno. E sia! La decisione è presa di concerto e si decide che Emilia, con Lucia e il fidanzato Paavo in groppa, dovrà raggiungere il porto del lago Saimaa – la porta per l’Africa – distante 400 chilometri, attraversando città e foreste sterminate. Chi conosce Paasilinna saprà cosa aspettarsi da questi chilometri in sella a un elefante. E così tra orsi inviperiti, scienziati folli, risse con animalisti complottisti, negozi distrutti, suicidi sventati e altre paasilinnate di ogni sorta, ci si ritrova come sempre nella lavatrice ridente e canzonatoria dell’autore finlandese, che ci intrattiene con piglio conviviale e al contempo feroce. Ma attenti, anche questa volta sotto il frastuono del ridere spietato, c’è una luccicante e ben affilata punta di amarezza. Anche questo è Paasilinna, l’amaro che ti ride in faccia, ti fa ridere e, passata la confusione, ti fa anche pensare.

Alla penna di Paasilinna sono stata iniziata l’anno scorso con la lettura de Il figlio del dio del tuono. Scrittore finlandese fra i più prolifici e apprezzati, non è stato, purtroppo, all’altezza delle mie aspettative (che, date le premesse, partivano piuttosto alte). Forse il romanzo d’approccio è stato quello sbagliato, e forse Emilia l’elefante è l’occasione giusta per rimediare e ricucire il mio rapporto con le opere di questo scrittore. Il tema del viaggio mi stuzzica assai.


Il diavolo nel cassetto – Paolo Maurensig

Copertina di Il diavolo nel cassettoTitolo: Il diavolo nel cassetto
Autore: Paolo Maurensig
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 120

In libreria dal 30 gennaio 2018
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La letteratura è un affare molto serio per questo borgo svizzero stretto in una vallata quasi soffocata dalle montagne: si narra che Goethe di ritorno dall’Italia vi trascorse una notte per via di un guasto alla carrozza su cui stava viaggiando. Addirittura tre locande, a lui intitolate, si contendono l’ospitalità allo scrittore. Inoltre, dal prete anzianissimo che da anni ormai redige le sue memorie alla ragazzina un po’ sciocca autrice di filastrocche, passando per il borgomastro, tutti gli abitanti scrivono e ambiscono a essere pubblicati. Spediscono i loro romanzi per posta e per posta ricevono le risposte dagli editori, finora sempre negative. C’è poco da scommettere, quindi, sul talento di queste mille anime. Finché il diavolo fa il suo solenne ingresso in scena. Si professa grande editore e dice di voler aprire proprio lì una filiale della sua prestigiosa casa editrice. Chi non sarà disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? L’unico che sembra in grado di capire la pericolosità della situazione è padre Cornelius, mandato dalla diocesi in aiuto del vecchio parroco. Ma forse nasconde anche lui qualche ombra. Paolo Maurensig ci consegna un apologo letterario raffinatissimo e coinvolgente su narcisismo e vanagloria, ma anche sulla nostra sete inestinguibile di storie.

Concludo la cernita con la menzione di questo romanzo autoctono in uscita a fine mese. L’immagine di copertina è un’opera d’arte che ben si intona con le atmosfere accennate nella quarta all’interno. Se la confezione è metro del contenuto, prevedo un racconto ricco di simbolismi e mistero. Che cosa raffigura il lupo? La pallida presenza che lo ospita sul cappuccio chi è, il diavolo summenzionato o il parroco che cova segreti nell’ombra? Cosa simboleggia la volpe in primo piano, con il suo rosso vivace che si stacca con prepotenza da un campo di neri, grigi e nebbia lattiginosa? Suggestività che si ritrova anche nel titolo stesso: il diavolo nel cassetto, un sogno con il potenziale di attirare gli ignari in un incubo a occhi aperti.

La lepisma libraia

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