Copertina de La ragazza che hai sposato.

[Recensione] “La ragazza che hai sposato” di Alafair Burke

All’inizio di marzo, ho inserito questo libro fra le novità editoriali del mese. Mi sono appuntata di leggerlo e non mi pento affatto di averlo scelto come lettura del mio 2018. A dispetto del titolo, La ragazza che hai sposato è un thriller legale e psicologico in cui è bandito ogni genere di romanticismo. Di cosa parla, allora? Leggete la recensione per scoprirlo!

 

Copertina de La ragazza che hai sposato.

Il libro

Titolo: La ragazza che hai sposato
Autore: Alafair Burke
Genere: thriller legale/psicologico
Editore: Piemme
Pagine: 358

Quando incontra Jason Powell, Angela non immagina che il loro flirt possa diventare qualcosa di serio: gli uomini li conosce, e non si aspetta molto da questo professore di Economia della New York University, corteggiatissimo e con una brillante carriera davanti a sé. Eppure, pochi anni dopo, eccoli sposati, con un figlio da crescere. Quando però Jason viene accusato da una studentessa di averla molestata, e poco dopo un’altra donna avanza accuse simili, tutto sembra sul punto di spezzarsi e Angela è costretta a guardare da vicino la persona che ha accanto, divisa tra l’istinto di proteggere la sua famiglia, e la sensazione di essere vittima di un terribile tradimento. Divisa tra la giovane poliziotta idealista che vuole aprirle gli occhi nei confronti del marito, e l’avvocatessa di Jason determinata a portare a casa una vittoria. Eppure chi è lei per giudicare? Perché anche Angela, la moglie perfetta, ha un segreto. Un segreto che nessuna donna sposata dovrebbe nascondere al proprio marito. Un segreto che potrebbe rovinare per sempre la sua vita, e quella della sua famiglia. E che a maggior ragione non deve venir fuori adesso. Con lo stesso ritmo irresistibile de “La ragazza nel parco”, Alafair Burke costruisce intorno alla sua protagonista, e ai suoi lettori, una realtà che non è mai quella che appare. Lasciando a chi legge una sola certezza: non c’è nulla di più pericoloso di una bugia detta bene.

Voto:

 

La recensione

Se la Burke non avesse seguito le orme del padre, la vedrei benissimo come architetto.

La ragazza che hai sposato (The Wife, “La moglie”, nell’originale inglese) è un libro sui segreti e sull’influenza che questi esercitano sulla psiche delle persone. Fin dove possiamo spingerci per prevenire la diffusione di informazioni col potenziale di distruggere la nostra vita?

All’apparenza, Angela e Jason Powell conducono un’esistenza stabile e privilegiata: vivono in una casa spaziosa, guidano una bella macchina, dispongono di un conto in banca all’ingrasso come un’oca da fois gras. Nell’idillio domestico si inserisce anche Spencer, il figlio adolescente di Angela ufficiosamente adottato da Jason.

Si sa che le apparenze abbagliano. Quando Jason, infatti, semina un commento inopportuno sul luogo di lavoro, la tempesta che scatena sotto forma di accuse di molestie sessuali da più fronti minaccia di scoperchiare le scappatelle accumulate e insabbiate in sei anni di “felice” vita coniugale. E come se non bastasse, alcuni giorni dopo la messa per iscritto delle accuse una delle vittime molestate scompare senza lasciare traccia.

Se anche Angela, da moglie fedele quale è, è disposta a concedere al marito il beneficio del dubbio della sua innocenza, non può dirsi altrettanto incline a lasciarsi inondare dalla luce dei riflettori mediatici ora tutti puntati su casa Powell, perché anche lei ha un segreto da difendere, un segreto che getta ombre cupe sulla sua persona; un segreto legato a un trauma del passato le cui conseguenze si riflettono ogni giorno nei suoi occhi, nella figura del foglio tredicenne. La persona che Angela si è cucita addosso per proteggersi dal mondo esterno rischia di sfaldarsi: deve proteggere questo segreto da occhi e orecchie indiscreti a qualunque costo, ma nutre anche un senso di lealtà nei confronti del marito, che è l’unico a conoscenza dei suoi drammatici trascorsi. Non vuole abbandonarlo nel momento di maggior bisogno, nonostante amici e parenti non dimostrino altrettanta condiscendenza. Cosa fare, allora?

 

Segreti centellinati goccia per goccia

Si deve riconoscere a Burke l’estrema bravura nel dosare i contenuti da dare in pasto a noi lettori. Eccelle nell’arte del depistaggio per mezzo del “non detto” e di risvolti e colpi di scena imprevedibili, coadiuvata da uno stile non sempre splendente (i personaggi parlano infatti con la stessa voce narrante), ma che assolve al dovere di tenere il lettore incollato fino all’ultima riga.

Dove si rivela debolina è invece nella caratterizzazione dei due coniugi protagonisti. Nel loro rapporto manca quell’intimità romantica che dovrebbe essere scontata nella vita matrimoniale. Burke racconta le circostanze del loro primo incontro, ma non dà ulteriori informazioni su cosa possa aver scatenato la scintilla fra di loro. Si amano, ma perché?

Jason ricalca lo stereotipo del riccone piacente che maschera l’olezzo di fedifrago sotto a una facciata smagliante e qualche spruzzata di Hugo Boss, mentre Angela ripercorre un po’ i canoni della moglie umile e fedele che sfora nell’ingenuità patologica. Il vissuto della sua adolescenza soffia sì una ventata di novità a spazzare via l’aria stantia del “già letto, già sentito”, ma dovrebbe anche infondere nel lettore un certo grado di partecipazione emotiva, aiutarlo a simpatizzare con lei. Mi sono ritrovata, invece, meno coinvolta di quanto avrei voluto, perché Angela dà l’aria di essere il tipo mansueto che fatica a imporsi e raramente le personalità passive sono tagliate per il ruolo di protagonista… ma poi c’è l’improvviso giro di boa delle ultime dieci pagine.

 

Questo si chiama barare! O no…?

Il finale è di quelli da far cascare la mascella, di quelli da puntare il dito verso l’autrice e gridare all’imbroglio, all’inganno, allo scandalo!

Burke manipola la nostra coscienza. Ci lascia tutto il tempo per giocare all’investigatore privato (Sarà lui? Sarà un altro? No, è la sedicente vittima che vuole incastrarlo! Eh, ma allora perché…? No, no, è stato lui. Sì, però… no, confermo. Ecco il colpevole!) e poi, solo poi, ci spiattella in faccia la versione accurata dei fatti.

Non c’è nessuna fregatura, c’è solo quel “non detto” che viene finalmente svelato. Il punto di vista di Angela, reso in prima persona, emerge allora come tutt’altro che onesto e trasparente. Mente, ma senza mentire davvero. Ho apprezzato molto questa capacità dell’autrice di mantenersi ambigua pur dando al lettore dettagli precisi. L’effetto che ne deriva è una Angela che smette di colpo la maschera della donna timida e tranquilla: a noi fa credere una cosa, lei ne fa un’altra. Il contrasto è forse troppo marcato, quasi incoerente, e sì, ha un che di disonesto. Ma è una disonestà che funziona.

E di più sullo snodo dell’intreccio non dirò, onde evitare spoiler.

 

Una lotta a unghiate smaltate di rosa

Alle mancanze caratteriali della coppia di coniugi rimediano le due donne che secondo me dovrebbero essere le vere protagonisti del romanzo, le personalità che spiccano al di sopra di tutta la folla grazie alla loro grinta fuori del comune: la brillante detective Corinne Duncan e l’irriducibile avvocato del diavolo Olivia Randall. Entrambe teste di ariete, entrambe determinatissime a intascarsi la vittoria per il proprio cliente.

Le prove che l’una avanza, l’altra contesta. Ove Corinne tenta di avvicinare Angela col proposito di aiutarla, di farle osservare il marito da una prospettiva più oggettiva perché lo veda per ciò che è e ne prenda le distanze, la pressante Olivia non si fa scrupolo alcuno nel proporre alla tormentata donna di rendere pubblico il suo tragico passato per imbonire i giudici e garantire a Jason, l’accusato, una sentenza più mite.

Ma Angela non ha la minima intenzione di collaborare recitando la parte dell’anima spezzata cui Jason il Messia ha teso la mano, perché è questa l’immagine che Olivia si è fatta di lei…

 

Per concludere

Un thriller contorto, avvincente e avvinghiante con qualche magagna che non toglie il gusto della lettura.

Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.

La lepisma libraia

La ragazza che hai sposato

8

Trama

10.0/10

Stile

7.0/10

Personaggi

7.0/10

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