Copertina di SICE - Le bambole non hanno diritti.

[Recensione] “SICE Le bambole non hanno diritti” di Fernando Santini

Preambolo necessario: ringrazio di cuore Fernando Santini per avermi inviato una copia digitale di questo libro in cambio di una recensione onesta. Chi volesse fare richiesta di recensione può consultare questa pagina.

Buon sabato, lettori! Era da un po’ che non transitavo per questi lidi causa venti contrari, ma oggi sono decisa a infarcire la giornata con un profluvio di parole: quelle che userò per recensire (lodare) SICE Le bambole non hanno diritti. Diamo un’occhiata alla sua scheda tecnica e a una breve sinossi, vi va?

 

Il libro

Titolo: SICE Le bambole non hanno diritti
Autore: Fernando Santini
Genere: poliziesco/thriller
Editore: Dark Zone
Pagine: 143 (Kindle)

Voto:

La sinossi

Il Vice Questore Marco Gottardi ha avuto un passato importante nei reparti operativi della Polizia di Stato. Dopo aver vissuto sulla sua pelle la violenza della lotta alla criminalità si è ritirato a gestire un tranquillo commissariato romano. La sua esperienza e la sua capacità di gestione dei propri uomini, non possono, però essere sprecate. È a lui che i vertici del ministero degli Interni affidano il comando di una nuova unità: la Squadra Investigativa Crimini Efferati. La prima indagine in cui la Squadra sarà coinvolta riguarderà la morte di un regista cinematografico forse collegata all’uccisione di un adolescente il cui corpo, orrendamente torturato è stato ritrovato alla foce del Tevere. Nel corso della propria azione investigativa, la S.I.C.E. troverà un alleato, anche se non particolarmente gradito al Vice Questore Gottardi: un’organizzazione segreta denominata ARCO, i cui membri hanno deciso che il fine giustifica i mezzi e che quindi si può usare la violenza per far trionfare la giustizia.

 

La recensione

Al Centro di identificazione ed espulsione (CIE) di Lecce, c’è qualquadra che non cosa. Nonostante la struttura sia sottoposta a vigilanza costante, strane sparizioni avvengono sotto gli occhi di profughi e assistenti del centro. Qualche centinaio di km più a nord, negli ingorghi del traffico romano di inizio maggio, il regista Guglielmo Pieretti viene trovato morto nel suo appartamento, e il cadavere di un bambino migrante rinvenuto sulle rive del Tevere. Dai segni sul corpo del ragazzino si può escludere con certezza l’ipotesi di un incidente.

Sul groppone della neonata SICE, capitanata da Marco Gottardi, già famoso per la sua indefessa carriera tra le forze dell’ordine, l’onere di indagare su entrambi questi crimini. Pur così distanti in linea d’aria, infatti, si scoprirà che sono collegati da un filo che ha il colore del sangue di vittime innocenti.

L’etica di SICE è inequivocabile: amministrare giustizia, sì, ma senza ricorrere ad alcuna violenza. Dietro le mura soleggiate della caserma, però, si muove l’organizzazione ARCO, composta da ferventi credenti della legge del taglione…

Fernando Santini ci consegna una storia dalla moralità ambigua, un Death Note meno tortuoso e senza componenti soprannaturali in cui saremo chiamati a scegliere da che lato schierarci. Tiferemo per la giustizia immacolata di SICE o ingrosseremo le fila di chi preferisce farsi ragione da sé?

 

Film snuff… lasciate ogni speranza, voi che leggerete

AAA Cercasi speranza nel genere umano.

C’è sempre qualcosa da imparare dai libri. Prendetevi nota di questo termine in vista della lettura di SICE Le bambole non hanno diritti, e poi archiviatelo nello sgabuzzino mentale. Se non vi spaventa la possibilità di un trauma cranico, datevi una martellata in testa e procuratevi un’amnesia che faccia tabula rasa del suo significato.

Della serie: forse stavo meglio quand’ero ignorante. SICE Le bambole non hanno diritti ha, come dire, piantato l’ago nella bolla di sapone dentro cui vivevo fino a una settimana fa e mi ha introdotto all’inquietante sottomondo dei film snuff.

L’idea che esista davvero qualcosa come i film snuff, il pensare che i crimini descritti in SICE si ispirino alla realtà dell’inciviltà umana… mi deprime, mi annienta. Si torna allora alla vecchia diatriba: sporcarsi o no le mani in nome della giustizia? Il concetto di “giustizia pulita”, in questi casi estremi, rischia di scontentare tutti quanti.

La SICE avrà il suo daffare a stanare tutta la rete di criminali coinvolti nel giro, un’urgenza che si ripercuote anche su noi lettori. Al procedere con la lettura, la voglia di presentarsi di persona con un mandato d’arresto (o armati di un tirapugni, se non ci è permesso l’uso di un oggetto più contundente) assilla sempre di più la coscienza del team di Gottardi per poi riflettersi su di noi, passivi spettatori.

 

Tecnica perfetta

Lo stile di Santini ha tutto il mio apprezzamento. È fluidissimo nei dialoghi, si attarda il giusto sulle descrizioni, il lessico è appropriato al genere poliziesco. La narrazione al presente, che ricorda lo srotolarsi della bobina di un film, fa perfetta pendant con i contenuti. Insomma, i miei complimenti.

 

Per concludere

Un romanzo crudo, realistico e piacevolissimo da leggere.

Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.

La lepisma libraia

SICE Le bambole non hanno diritti

SICE Le bambole non hanno diritti
10

Sviluppo

10.0 /10

Stile

10.0 /10

Personaggi

10.0 /10

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