Copertina di Quattro. Il risveglio.

[Recensione] “Quattro. Il risveglio” di Luca Farru

Preambolo necessario: ringrazio di cuore Luca Farru per avermi inviato una copia digitale di questo libro in cambio di una recensione onesta. Chi volesse fare richiesta di recensione può consultare questa pagina.

Buon inizio di settimana, cari lettori! State assorbendo il rientro dalle ferie o la malinconia da post-vacanza, come dicono oltreoceano? La lepisma ha trascorso una settimana a rinfrescarsi i polmoni e a mirar le stelle in quel dell’Appennino settentrionale e ora si ripresenta in gran forma – psicologicamente e letteralmente parlando, stante le numerose abbuffate d’ogni sorta – con una nuova recensione. Diamo un’occhiata ravvicinata a Quattro. Il risveglio, il debutto di Luca Farru nel filone della narrativa urban fantasy.

 

Quattro. Il risveglio.

Il libro

Titolo: Quattro. Il risveglio
Autore: Luca Farru
Genere: urban fantasy
Editore: Youcanprint (autopubblicato)
Pagine: 334

Per cinquecento anni, il mondo sovrannaturale e quello degli esseri umani hanno vissuto in armonia. Il regno dei guardiani ha garantito stabilità e giustizia a tutte le sue fazioni, ma l’equilibrio sembra d’un tratto interrompersi e le paure legate al passato riemergono impetuose. Le forze oscure sono riuscite a scalfire il più potente incantesimo della storia del mondo magico, ed hanno come obiettivo ultimo quello di risvegliare il loro padrone, Serafyn, per riprendere il suo piano diabolico da dove è stato interrotto. Rose, Sybil, Matt e Cody sono quattro sconosciuti apparentemente ordinari, vivono le loro esistenze spensierati in zone diverse del mondo e non hanno la minima idea di cosa sta per travolgerli. Scopriranno di essere legati indissolubilmente l’uno all’altra in modo inquietante, e di essere gli ingranaggi fondamentali di un terribile destino comune dove l’oscurità è protagonista. In questa intensa avventura, non potranno fidarsi di nessuno, a volte nemmeno di loro stessi, e lotteranno insieme per evitare che il mondo intero finisca nelle mani dei demoni. Il Risveglio racconta della prima parte del loro viaggio; li conosceremo, ci affezioneremo, incontreremo un sacco di altri personaggi interessanti ed arriveremo in men che non si dica all’ultima pagina, con un colpo di scena che ci lascerà senza parole. Cosa ne sarà del loro futuro?

Voto: 1/2

 

La recensione

Cosa fareste se dall’oggi al domani vi ritrovaste un marchio sconosciuto tatuato sul corpo? Le alternative sono due: o ignorate o indagate. Dai loro rispettivi alloggi a Singapore, Milano, New York e Vancouver, i nostri quattro ragazzi Sybil, Rose, Matt e Cody vorrebbero che si concedesse loro il beneficio del dubbio, così come viene permesso a noi normali esseri umani, ma la verità è che l’istinto di sopravvivenza li ha già costretti a svegliarsi dai sogni a occhi aperti dei periodi ipotetici per prendere una decisione che condiziona per sempre le loro vite.

Quando le forze demoniache minacciano ancora una volta di prendere il sopravvento, infatti, in palio c’è il destino del mondo tutto e loro sono i prescelti per salvarlo… o condurlo a definitiva distruzione. Come i ghepardi acquattati fra le sterpaglie che aspettano solo che la gazzella ignara abbassi il collo per ruminare, i demoni covano nell’ombra in attesa dell’occasione propizia per attaccare. Se non vogliono cominciare a brucare l’erba dalla parte delle radici, i nostri ragazzi dovranno scattare con più prontezza dei loro inseguitori.

Ma perché è stata bandita questa caccia all’uomo?

 

La forzata immobilità di Serafyn deve finire

Con l’anima spezzata in quattro da un incantesimo che lo ha costretto in stato di quiescenza, Serafyn attende il momento della propria rinascita. Da secoli le forze demoniache a lui sottoposte hanno cercato una breccia nel sortilegio, e ora che l’hanno trovata si stanno ricompattando in vista di liberare il loro padrone. La chiave della cella? Quattro pezzi d’anima in quattro giovani ospiti inconsapevoli da rintracciare, braccare, sacrificare. Quattro personaggi che devono imparare a convivere con il mondo soprannaturale al quale ignorano di appartenere

 

“Dagli al personaggio!”

… disse Lepisma e brindò alla salute di Luca Farru. Che sforni dieci, cento, mille altri romanzi in cui ai protagonisti si riservino i peggiori scenari che fantasia possa concepire.

Sono seria.

La penna di Farru è spietata. Non tratta i propri figli con guanti di velluto, come se fossero delicati soprammobili in resina da spolverare con un pennello a setole morbide (ne so qualcosa), ma li salva dall’olio bollente della padella per buttarli nel nucleo incandescente della fucina di Nidavellir.

Non c’è, insomma, alcun deus ex machina che assicuri loro un lieto fine. Sybil, Rose, Matt e Cody devono fare fronte comune e cavarsela da soli, perché dall’autore non ricevono, com’è giusto che sia, mani salvifiche che facciano il lavoro sporco al loro posto. Dovranno sudare e soprattutto correre, correre come la lepre che affida la propria sopravvivenza ai muscoli delle sue zampe.

E scopriranno, malgrado il loro aspetto da ordinari esseri umani, di nascondere ben più di un aculeo sotto la pelle fragile…

 

Cattivi matricolati

Per ogni personaggio bastonato ci dev’essere, di riflesso, un personaggio che lo bastona (a meno che detto personaggio non soffra di autolesionismo, ma quella è un’altra storia).

I demoni di Quattro. Il risveglio non scherzano, né si sottraggono alle manifestazioni di violenza più abiette. Quello che promettono, mantengono fino in fondo.

La violenza, d’altronde, definisce i meccanismi di potere del loro stesso mondo: mentre la regina Melania governa i guardiani nel rispetto di tutte le creature, la strega Gaia, in via temporanea assurta al comando in seguito alla discesa nell’oblio di Serafyn, tiene unite a sé le folle del sottomondo demoniaco imponendosi con il terrore: chi anche solo commenta le sue strategie è un demone morto.

E va benissimo così! Fatti, non parole!

Senza esagerare, però…

 

Stile adrenalinico

Lo stile di Quattro. Il risveglio è di quelli da tenere il fiato sospeso senza soluzione di continuità. In pratica, è lo stile che, entro un certo limite, più si confà alla narrativa di genere fantasy.

Trovo, però, che un eccesso di azione a discapito di passaggi più riflessivi sia controproducente. Un’azione caratterizza i personaggi tanto quanto una riflessione. Non ci sono, in tutto il libro, momenti in cui i personaggi possano davvero tirare un sospiro di sollievo e concedersi un minuto per sedersi e stare a pensare. Il gran finale risulta indebolito perché il libro è un unico, continuo climax. Avete presente il detto “la calma prima della tempesta”? È il grado di contrasto fra il prima e il dopo, il cambio di rotta repentino, che determina l’impatto emotivo di un’azione: un fulmine a ciel sereno fa trasalire molto più di quanto non faccia un lungo temporale. Perfino dopo le burrasche più devastanti e le onde più anomale segue sempre una fase di bonaccia, perché il cielo possa ricaricarsi di nuova elettricità… e via che riparte il cerchio.

Anche i cuori dei nostri eroi galoppano come cavalli imbizzarriti.

 

Amori che decollano in verticale

Come lo Space Shuttle.

La cinica che è in me tende a storcere un po’ la bocca quando si racconta di rapporti amorosi che divampano come una pozzanghera di benzina innaffiata da un getto d’alcool. Non sto negando l’esistenza di quelle cotte istantanee battezzate con un significativo “colpo di fulmine”, ma ritengo che un faccino piacente o una simpatia a pelle non siano ragioni sufficienti a instaurare rapporti profondi e potenzialmente duraturi come quelli presentati in Quattro. Il risveglio, per i quali basta un contatto visivo a scatenare la scintilla.

Ancora una volta, i personaggi – le loro interazioni – soffrono di una cifra stilistica che sacrifica qualsiasi pausa introspettiva per dare spazio a scene d’azione dove è bandito ogni pensiero. Sono, in definitiva, poco caratterizzati.

Ritengo, in ogni caso, che uno stile immediato e spartano sia sempre e comunque preferibile a un linguaggio prolisso e artificiale più orientato a infiocchettare che a raccontare.

 

Per concludere

Un promettente esordio dallo stile asciutto e conciso, con qualche magagna che non gli leva la piena sufficienza e con cattivi che sanno fare il loro mestiere. Un occhio di riguardo al target di lettura, perché non scenda al di sotto dell’età young adult: descrive atti brutali che potrebbero turbare lettori più giovani.

Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.

La lepisma libraia

Quattro. Il risveglio

7

Sviluppo

7.0/10

Stile

8.0/10

Personaggi

6.0/10

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