Copertina de Le volpi del deserto.

[Recensione] “Le volpi del deserto” di Pierdomenico Baccalario

Pierdomenico Baccalario si è costruito la reputazione di autore di romanzi fantasy, qui in Italia come anche all’estero, ma all’inizio di quest’anno è tornato in libreria con un romanzo di pura narrativa dal titolo Le volpi del deserto. Niente elementi soprannaturali a questo giro, dunque, ma tanta, tanta Storia e natura incontaminata resa vivida da uno stile esperto. Che dite, sorvoliamo anche noi le dune del paesaggio corso insieme a Morice e alla sua famiglia?

 

Le volpi del deserto.

Il libro

Titolo: Le volpi del deserto
Autore: Pierdomenico Baccalario
Genere: ragazzi/narrativa
Editore: Mondadori
Pagine: 316

Due volpi e un segreto. Morice è il ragazzo destinato a svelarlo.

Si è molto scritto sui cercatori di tesori. Quasi mai su chi li nasconde. Credo che la cosa più difficile, per chi nasconde un tesoro, sia riuscire a nasconderlo a se stesso.

Morice a undici anni si è appena trasferito a Dautremere, un paesino sperduto della Corsica: mentre i suoi genitori gestiranno il decadente Hotel Napoléon, lui andrà in giro a registrare i suoni del mare. Almeno, questa è l’intenzione, finché un pomeriggio incontra Audrey, sua coetanea: è lei a rivelargli l’inquietante scomparsa di un marinaio tedesco che viveva lì. E questo non è l’unico mistero. Ben presto Morice e Audrey scoprono che su tutto il paesino aleggia un oscuro segreto che risale alla Seconda guerra mondiale. La stessa guerra in cui Rommel, il generale nazista detto “la Volpe del deserto”, e Saint-Exupéry, il celebre autore del Piccolo principe, potrebbero essersi alleati per stravolgere le sorti del conflitto, scatenando una caccia al tesoro che dura da quarant’anni e che porta proprio a quelle scogliere… Età di lettura: da 11 anni.

Voto:

 

La recensione

Non fosse curvo su una scrivania a ticchettare piccoli capolavori a tastiera, con la retroilluminazione di un monitor a proiettargli sul viso un tenue bagliore bianco, Baccalario lo vedrei bene ad accogliere turisti con mazzi di chiavi d’ottone da dietro il bancone di una reception. Infatti, Le volpi del deserto prende in prestito, come ha già fatto in passato il primo episodio della serie fantasy Century dello stesso autore, l’atmosfera internazionale e misteriosa degli hotel popolandola di un cast di personaggi da Golden Globe.

Con una sola differenza: Morice e la sua famiglia, al contrario di Electra, l’allora eroina, della professione di albergatore ne sanno quanto un tarlo di astrofisica.

 

Quando la cordicella del mouse non era appendice del braccio

Siamo all’alba dell’estate del 1986 – l’anno in cui il Messico ospitò i Mondiali di calcio – quando i genitori di Morice decidono, del tutto arbitrariamente, di abbandonare la sicurezza del continente, identificato nella città di Marsiglia, per tuffarsi nel punto interrogativo di un paesino abbarbicato sulla costa della Corsica e lì gestire – o imparare a gestire – il fatiscente Hotel Napoléon.

In macchina, inerpicandosi fra le stradine del brullo scenario corso, viaggiano in cinque: mamma, papà, Morice, la sorellina Mirabelle e Jenska, la sorella maggiore nel pieno fuoco di una ribellione adolescenziale e che già scalpita alla prospettiva di trascorrere un’estate all’insegna della monotonia.

Morice, però, aspirante rumorista dal cui punto di vista si registra la storia, zigzaga con gli occhi al di là del finestrino e processa la novità con crescente ottimismo, perché la trasferta nella tranquilla Dautremere costituisce un’occasione ghiottissima per arricchire la sua banca dei suoni con altri rumori che siano quelli dei clacson insofferenti e dei motori che sfrecciano sull’asfalto.

E mentre si immagina di allungare un microfono verso una cicala frinente, si guarda di lato a sorridere verso il bambino riflesso che solo lui vede.

 

Uno spiedino di misteri

La prenotazione inaspettata di una coppia di turisti tedeschi, un funerale senza il morto, un padrone di casa impiccato, carcasse di conigli appese al cancello dell’hotel a mo’ di striscione di benvenuto. Più ci si addentra nel sottobosco de Le volpi del deserto e più cala il buio, in un crescendo di ombre che allontana il libro dagli scenari edulcorati del genere per ragazzi. In dirittura d’arrivo, infatti, la tensione è da romanzo thriller.

Perché i dautremeresi piangono su una bara vuota? Cosa stanno complottando i due turisti teutonici che quatti quatti e instancabili, come cani da tartufo dal formidabile senso dell’orientamento, setacciano ogni anfratto dell’hotel? Soprattutto, dov’è l’oro di cui tanto si parl(ott)a?

La caccia al tesoro che nasce come un innocente passatempo si spinge oltre la salsedine e il solleone di Dautremere ed evolve in una catena di misteri di scala internazionale, e a dare l’abbrivio alla fantasia di Baccalario è proprio la nostra Storia, con le sue guerre, i suoi soldati, i suoi strateghi in carne e ossa i cui nomi ritroviamo sui banchi di scuola.

Forti del loro spirito avventuroso e del tempo libero concesso dalla pausa estiva, Morice e Audrey si tuffano a braccia tese nella risoluzione dell’enigma, ma non sanno che, al traguardo, una fossa di serpenti attende il loro passo falso…

 

Per concludere

Una pagina tira l’altra, come la canonica ciliegia.

Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.Stellina per recensioni.

La lepisma libraia

Errata corrige

Questi sono, in ordine di apparizione, i refusi presenti nella versione Kindle de Le volpi del deserto come disponibile su Amazon a fine agosto 2018. In un futuro utopistico, un dipendente della Mondadori leggerà queste righe e deciderà di provvedere…

Scivolai fuori dalla lenzuola per sciacquarmi la faccia
Sentii Fabrice pasticciare nella mia testa e mandami una serie di idee
«Cosa gli è successo?» domandò Audrey. «Nessuno la sa. […]»
sotto le nuvole si sentiva un’assordante rumore di macchine meccaniche
Che fine aveva [fatto] Puschbach.
Oscar Tardì entrò senza aspettare risposta, come proba bilmente
La cicala nascosta tra i rami del gelso era assordante, come se stesse annunciando la fine del mondo[.]
l’odore dolciastro e di naftalina erano praticamente insopportabili
affondato in mare basso durante un esercitazione con un U444

Le volpi del deserto

10

Sviluppo

10.0/10

Stile

10.0/10

Personaggi

10.0/10

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