Copertina di Dreamland.

[Letture in inglese] “Dreamland” di Robert L. Anderson

In un panorama sempre più internazionale, sapersi destreggiare fra lingue diverse da quella madre è indispensabile per restare al passo con le esigenze dei nostri tempi. Se da lettori uniamo l’utile al dilettevole attraverso la lettura di libri in lingua originale, apriamo anche la porta a migliaia di opere mai importate nel nostro Paese.

Qualche mese fa, nella prima tappa di questa rubrica a cadenza casuale, abbiamo corso per i corridoi del Museo dei Ladri insieme all’indomita Goldie. Oggi vi porto nel limbo che sta fra la veglia e l’incoscienza del sonno profondo, quella landa incoerente e inconsistente che è da anni oggetto di studi da parte di scienziati e fonte di mirabili idee per registi e autori visionari. Vi porto, insomma, nel Regno dei Sogni.

 

Dreamland.

Titolo: Dreamland (edizione inglese)
Autore: Robert L. Anderson
Genere: fantasy/young adult
Editore: HarperTeen
Pagine: 332

Odea Donahue cammina nei sogni della gente da quando aveva sei anni. Sua madre le ha insegnato le tre regole che ogni onironauta deve rispettare assolutamente: mai interferire, mai essere visti, mai camminare più di una volta nel sogno della stessa persona. Dea non ha mai messo in discussione queste regole, né si è mai chiesta perché sua madre sia terrorizzata dagli specchi. Non sa perché non possa fare a meno di tappezzare la casa di orologi, né perché la costringa continuamente a spostarsi da un posto all’altro per tenere a distanza degli esseri mostruosi da cui sua madre è certa di essere braccata.
Quando un misterioso ragazzo di nome Connor si trasferisce in città, la vita di Dea comincia finalmente ad assumere una parvenza di normalità. Connor non solo abbatterà il muro che Dea ha tenuto eretto per così tanto tempo, ma andrà anche vicino a conoscere il suo segreto. Per la prima volta, Dea si chiede che male ci sia nel confessare la verità. Quando però la ragazza infrange le regole da lungo stabilite, il confine tra i mondi comincia a deteriorarsi. Come potrà discernere cos’è reale da cosa non lo è? 

(traduzione libera a cura di La lepisma libraia)

 

Perché consiglio questo libro?

Dreamland non è un saggio filosofico né un manuale di medicina. È un romanzo fantasy, e neanche dei più riusciti (lascia con la sete in gola, per dirne una). Perché, allora, ne consiglio la lettura?

Perché quello onirico è un ambiente di cui si discute sempre troppo poco. I sogni sono fondamentali per il benessere del nostro organismo (è attraverso di loro che consolidiamo le memorie della veglia, per esempio), eppure, quando apriamo gli occhi e scopriamo che alcune di queste fantasie sono filtrate nel mondo dei desti, non ci soffermiamo quasi mai ad analizzarle. Le dimentichiamo con la stessa spontaneità con cui le concepiamo nottetempo.

 

A chi lo consiglio?

A chi ha acquisito almeno un B2 in inglese. A chi, sopratutto, si è chiesto cosa sia un sogno lucido e ha maturato abbastanza interesse da volerne testare gli euforici effetti in prima persona.

La lepisma libraia

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