[Letture in inglese] “The Ship that Flew” di Hilda Lewis

In un panorama sempre più internazionale, sapersi destreggiare fra lingue diverse da quella madre è indispensabile per restare al passo con le esigenze dei nostri tempi. Se da lettori uniamo l’utile al dilettevole attraverso la lettura di libri in lingua originale, apriamo anche la porta a migliaia di opere mai importate nel nostro Paese.

Durante una gita a Rimini avevo comprato un fantastico modellino di galeone in un negozio che vendeva soprammobili lavorati in legno, ma a dispetto delle mie manie di condivisione non pubblicherò alcuna foto delle sue attuali condizioni. In vent’anni di pacifica esistenza sulla mensola più alta di camera mia, infatti, è diventato pianta stabile di qualche miliardo di acari: il ponte è ricoperto da un letto di materia grigia impossibile da spazzare via con una bomboletta d’aria compressa senza fare più danni del mitico kraken. Spolverarlo, poi, è impossibile, se non con un lavoro certosino a opera di un pennello a setole morbide: troppe vele, troppe sartie che si possono spezzare come corde di violino.

Ma cosa c’entra questa introduzione con il libro (mai tradotto in italiano) che vorrei consigliarvi oggi? Questo libro parla di un modellino di nave molto speciale, un modellino che attira l’attenzione e l’ammirazione del giovane Peter verso la vetrina nella quale è esposto. Nonostante il mio modellino abbia di magico solo la capacità di attirare la polvere, mi sono per un attimo rivista in lui, il protagonista di The Ship that Flew, La nave che volava.

 

Titolo: The Ship that Flew
Autore: Hilda Lewis
Genere: fantasy per ragazzi/umoristico
Editore: Criterion Books

Quando Peter nota il modellino di nave all’interno della vetrina del negozio di giocattoli, lo desidera più di qualsiasi altra cosa al mondo. Questo, però, non è un normale modellino. La nave giocattolo può librarsi magicamente in volo e condurre Peter e i suoi fratelli dovunque vogliano andare. Stagione dopo stagione, la nave magica  li condurrà attraverso fantastiche avventure nello spazio e nel tempo, tra Paesi esotici e la Normandia di secoli or sono.

Traduzione libera a cura di La lepisma libraia

 

Perché consiglio questo libro?

Perché è escapismo della migliore qualità. L’eterno bambino Peter Pan ci ha insegnato a custodire il senso di meraviglia tipico dell’infanzia; il coraggioso Peter Pevensie ad assumerci le nostre responsabilità e a tutelare chi è più debole di noi; Peter Grant e i suoi tre fratelli ci fanno salire a bordo della loro nave speciale in grado di solcare il mare del tempo in una serie di avventure dove non mancano brividi di paura, a ricordare che anche nelle buone intenzioni si nascondono insidie.

Con più di qualche cenno alla mitologia norrena (il giocattolaio vi ricorderà qualcuno, in tal senso), Hilda Lewis ci porta a sorvolare le acque del Nilo ai tempi dei faraoni dell’Antico Egitto, tra i tendaggi colorati e gli schiamazzi di un bazaar, nella Normandia di Guglielmo il Conquistatore. Com’è possibile tutto ciò? È presto detto: il modellino non è altro che Skíðblaðnir sotto mentite (o farei meglio a dire rimpicciolite) spoglie. La nave del dio Freyr capace di manovrare il tempo e lo spazio.

 

A chi lo consiglio?

Se i livelli A2 troveranno, per i loro denti, del pane raffermo e duro come una suola di scarpa, i B1 si gusteranno il piatto con solo qualche necessaria capatina al vocabolario. La sintassi è semplice e diretta e le frasi brevi. Se stringete in mano il First, potete in tutta tranquillità sprofondare in poltrona e immergervi senza pause nella lettura. Consigliato a sognatori di tutte le età.

La lepisma libraia

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