[Recensione] “The Outsider” di Stephen King

Copertina di The Outsider.

Buon inverno imminente, cari lettori. The Outsider (“l’estraneo”) di Stephen King, uscito nelle nostre librerie da qualche settimana, è proprio il romanzo da leggersi quando le giornate si accorciano e al di là del camino comincia a soffiare il vento tagliente tipico della stagione invernale o dell’autunno inoltrato. D’altronde, King è il maestro dell’orrore e l’atmosfera nuvolosa e fredda di questo ultimo stralcio di novembre contribuisce ulteriormente a intorpidire le ossa (ma ai geloni da bora preferirò sempre e comunque i brividi di un buon romanzo).

Mi accorgo di giungere un po’ in ritardo, perché ne è passata di acqua sotto i ponti dalla mia ultima recensione: The Outsider è stata una lettura lunga, più sofferta del necessario. Quanto necessario lo quantificheremo nella recensione vera e propria alla fine dello specchietto riassuntivo.

Titolo: The Outsider
Autore: Stephen King
Genere: giallo/horror
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 530

La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav’uomo non può essere l’assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce.


The Outsider: la recensione

I “grandi” non sono sempre una garanzia di perfezione. Me lo ha suggerito La scatola dei bottoni di Gwendy, a inizio anno, e me lo ha ora confermato The Outsider. Sembra quasi che il Re sia stanco della corona, che voglia lasciare il soprannome in eredità a una nuova generazione di aspiranti sovrani dell’horror, al contrario di una famosa, rugosa e coriacea vecchina al di là della Manica che il trono se lo è saldato alla schiena con le sue radici di quercia. Forse, anche regnare stanca.

La cosa certa è che King non ha più l’ispirazione di un tempo e dove prima non aveva problemi a piazzare i punti di conclusione dove andavano piazzati, ora tende a perdersi nelle sue stesse opere, come un escursionista d’alta montagna che si avventurasse fra i boschi senza una cartina con cui rintracciare il sentiero verso valle. Un vagabondo senza meta, quasi. Ma andiamo con ordine.


A Terry Maitland non è dato il dono dell’ubiquità… o sì?

Terry Maitland lo hanno visto. Lo hanno visto il vicino della porta accanto, il dirimpettaio, la formica fra gli steli del prato. Ci sono testimoni oculari di un ampio spettro d’età che, mano sulla Bibbia e sugli occhi, son pronti a sostenere davanti a una giuria di averlo riconosciuto quella sera. Chi al parchetto chi alla stazione, addirittura c’è chi l’ha notato insieme alla vittima prescelta prima che quest’ultima venisse immolata nel più disumano e disgustoso dei delitti.

Insieme ai resoconti dei testimoni, le prove forensi e incontrovertibili del DNA piantano un altro chiodo nella bara del presunto omicida. Estirparlo significa violare le leggi stesse della fisica: come potrebbe una persona trovarsi contemporaneamente in due luoghi diversi? La meccanica quantistica di Schrödinger non si concilia con la biologia del corpo umano.

Eppure, l’imputato alza gli scudi e si difende con una versione dei fatti che prende le autorità giudiziarie in contropiede. No, quella sera lui non era in città. E sì, ci sono testimoni che lo possono assicurare. Soprattutto, ci sono prove altrettanto tangibili e inequivocabili che convalidano le sue dichiarazioni, per quanto assurde possano suonare.

Insomma, Maitland ha un alibi d’acciaio. E le gambe di Ralph Anderson, il detective che ha condotto le indagini e che del rispettabile Maitland ha ordinato, in spregio ai protocolli, l’arresto in pubblica piazza davanti a una folla di sbigottiti spettatori, cominciano a tremare come gelatina. The Outsider è anche la sua storia: quella di un uomo che, sicuro del suo istinto e con un pizzico di umana rabbia, si avventa, con un colpo basso, sull’avversario girato di spalle. Quella di un uomo di raziocinio che deve scendere a patti con ciò che con logica non ha spiegazione.


La prima metà del romanzo

Le prime 250 pagine di The Outsider vedono il detective da una parte e l’imputato dall’altra, ciascuno con la propria verità in tasca e una squadra di assistenti a consigliare la prossima mossa. Avvocati e investigatori in gara a chi ha l’ultima prova empirica per difendere il cliente o infliggere il colpo che condannerà l’assassino Terry Maitland all’iniezione letale.

Mentre Maitland nega il suo coinvolgimento nell’uccisione del ragazzo, Anderson cerca una prova definitiva per schiacciarlo. Entrambi hanno qualcosa da perdere: lui la vita, l’altro la carriera. Dato il maggior peso della prima, è assicurato che Maitland, reo o innocente che sia, ce la metterà tutta per segnare un punto a suo favore.

Ma come si dice? Fra i due litiganti…


L’outsider gode

Non c’è King senza il soprannaturale, e qui, paradossalmente, comincia il terreno sconnesso.

La prima metà di The Outsider è quasi un romanzo a sé. Un legal-thriller incompiuto, lo si potrebbe chiamare, e popolato dalle figure ricorrenti di questo filone: i componenti della scientifica, gli avvocati difensori, i detective. E ancora: gli esami del DNA, i ritrovamenti, le perlustrazioni…

Poi c’è l’outsider, che si nutre di paura (tema, questo, già preso in prestito negli scritti di King, vedasi It) e che sghignazza nell’oscurità dove solo le creature della sua risma trovano conforto e tranquillità. L’outsider è lo spettatore passivo che si ingozza di popcorn davanti al maxischermo di un IMAX. È l’esibizionista che se vede due randagi azzuffarsi per strada, invece di separarli li aizza ed estrae lo smartphone per filmarli. L’outsider è un ladro di volti, di memorie, di innocenti.

È un estraneo che rimane nell’ombra del retroscena, che preferisce la manipolazione all’azione. Così instilla la paura: se non lo riconosci, se davvero può essere chiunque… non puoi fidarti neanche del tuo riflesso allo specchio.

Il lettore mette il broncio

Tutto è bene, in The Outsider, finché si rimane confinati nel mondo razionale. Fino a quando al lettore è dato congetturare su come sia possibile trovarsi qua e là simultaneamente, su chi abbia ragione, cioè fino alla metà del libro. Finché, insomma, al lettore viene data in pasto la promessa di una soluzione originale e soddisfacente.

Dopo un tale crescendo di aspettative da perfetto legal-thriller, affidarsi a un “daemon ex machina” è tutt’altro che una soluzione originale e soddisfacente. È la via più diretta per scontentare il lettore, come sono per lo studente gli appunti da baro a carattere 3 infilati nella scocca della calcolatrice. Quando sai che avresti potuto impegnarti davvero, il dieci e lode lo incassi con un sorriso sulle labbra e un sapore di bile in bocca. Quando ti accorgi che King non si sfrutta al massimo e si accontenta della conclusione più ovvia, quella cioè del soprannaturale, succede esattamente lo stesso.

Come ne La scatola dei bottoni di Gwendy, menzionato all’inizio della recensione, dunque, The Outsider finisce dritto nel baratro delle idee brillanti ma mal riuscite. Il finale è ancora una volta sbrigativo e non ripaga il numero di pagine macinate per raggiungerlo (qui più di 500, non proprio una bazzecola). I personaggi, almeno loro, risultano ben sviluppati. Le loro fobie, manie, gioie segrete e gelosie sono molto realistiche. Anche l’elemento horror è presente, ma solo dalla seconda metà in avanti. La prima parte, si sarà capito, è più asettica dell’ala di un ospedale, ma è quella che funziona.

La figura appena accennata dell’outsider, parente di lunga data con l’El Cuco spagnolo, meriterebbe di essere approfondita e collocata in un altro scenario. Non merita di essere ingabbiata in questa storia, non con le premesse di un thriller fondato sulla scienza e sulla deduzione logica.


Per concludere

Cinquecento pagine per sviluppare e cinque per concludere. King si lascia, ancora una volta, tentare dalla convenienza di un finale banale e frettoloso. È un romanzo dalla doppia faccia: la prima metà non ha i muscoli in sincrono con la seconda.

Oh, e state attenti, voi che non conoscete Mr. Mercedes. Hic sunt spoilers.

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Mezza stellina.

La lepisma libraia

Le novità editoriali di novembre 2018

Novità editoriali.

Questo novembre riserva chicche fantastiche agli amanti del genere fantasy. Sotto con i libri più interessanti del mese!

Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa.Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa – Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
Autore: Luis Sepúlveda
Casa editrice: Guanda
Pagine: 128

In libreria dal 15 novembre 2018

Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, l’animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Il capodoglio color della luna, la creatura più grande di tutto l’oceano, ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.


Fuoco e sangue.Fuoco e sangue – George R. R. Martin

Titolo: Fuoco e sangue
Autore: George R. R. Martin
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 720

In libreria dal 20 novembre 2018

Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, Casa Targaryen – l’unica famiglia di signori dei draghi a sopravvivere al Disastro di Valyria – si stabilì a Roccia del Drago. Con Fuoco e Sangue, primo di due volumi, ha inizio la loro storia sotto il leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire raccontando le generazioni di Targaryen che hanno combattuto per difendere quell’iconico scranno, fino alla guerra civile che quasi dilaniò la loro dinastia. Che cosa è veramente successo durante la Danza dei Draghi? Perché era così micidiale visitare Valyria dopo il Disastro? Quali sono stati i peggiori crimini di Maegor il Crudele? Come si presentava Westeros quando i draghi dominavano i cieli? Sono solo alcune delle domande cui viene data risposta in questa cronaca essenziale, narrata come fosse scritta da un erudito maestro della Cittadella. I lettori di Martin hanno intravisto brevi parti di questa storia in volumi come Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, ma adesso, per la prima volta, l’arazzo completo della storia di Targaryen è svelato. Con tutta la portata e la grandezza di Declino e caduta dell’Impero Romano di Gibbon, Fuoco e Sangue costituisce il gioco del trono definitivo, facendo assaporare ai lettori in modo del tutto nuovo la movimentata, spesso sanguinosa e sempre affascinante storia di Westeros.

Lettera aperta a George… Caro George, a quando la pubblicazione di The Winds of Winter, il sesto, sospiratissimo capitolo de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco? Con l’ultima stagione del Trono che ormai incombe sui nostri televisori, non ti sembra il caso di, ecco, accantonare per il momento gli spin-off di Westeros per dedicarti anima e corpo alla serie principale? Mica per calarmi nella parte dell’uccello del malaugurio, eh…


Viaggiare nello spaziotempo.Viaggiare nello spaziotempo. La scienza di Interstellar – Kip Thorne

Titolo: Viaggiare nello spaziotempo. La scienza di Interstellar
Autore: Kip Thorne
Casa editrice: Bompiani
Pagine: 496

In libreria dal 6 novembre 2018

Chi, guardando un cielo stellato di notte, non si è mai chiesto almeno una volta se un giorno saremo mai in grado di andare tra quegli astri così remoti? L’ambizioso film “Interstellar” di Christopher Nolan ci conduce proprio in un viaggio del genere, e ben oltre la Via Lattea, la nostra galassia ancora visibile a occhio nudo. Ma la sua non è un’opera di pura fantasia. O meglio, lo è solo in parte. Grazie infatti alla consulenza dell’astrofisico e premio Nobel Kip Thorne gli eventi sbalorditivi a cui assistiamo nel film sono una rappresentazione scientificamente corretta di quello che gli esseri umani potrebbero affrontare in un’esplorazione dello spaziotempo. Dai dischi di accrescimento alle singolarità, dalla gravità quantistica alle anomalie gravitazionali, passando per la quinta dimensione e il tesseratto di Nolan, Thorne spiega in modo divulgativo e coinvolgente le grandi questioni del tempo e dello spazio in chiave interstellare, stimolando come non mai il nostro senso della meraviglia e dell’avventura.

Ho messo le mani su una copia di questo saggio stellare. L’impressione a pelle è positiva. Formato tutto sommato tascabile, carta di qualità e immagini definite, se pur piccole. Prevedo di recensirlo, ma non nell’immediato: è un volume che va ruminato in bocca per essere digerito.


Tempesta di guerra.Tempesta di guerra – Victoria Aveyard

Titolo: Tempesta di guerra
Autore: Victoria Aveyard
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 585

In libreria dal 13 novembre 2018

Mare Barrow lo ha imparato fin troppo bene quando Cal l’ha tradita, ferendola a morte. Ora, desiderosa di proteggere il proprio cuore – e di assicurare la libertà ai rossi e ai novisangue come lei –, è determinata a rovesciare il regno di Norda una volta per tutte e togliere la corona dalla testa di Maven. Ma non esiste battaglia che si possa vincere da soli, perciò, in attesa che i rossi si preparino a insorgere, Mare è costretta a fare fronte comune proprio con il ragazzo che le ha spezzato il cuore. Solo così potrà forse riuscire nel suo intento e sconfiggere colui che l’ha quasi distrutta. Perché lei, insieme agli argentei, i potenti alleati di Cal, e alla Guardia Scarlatta, ha nelle mani una forza formidabile. Ma l’ossessione che guida le mosse di Maven è profonda e lui non si fermerà fintanto che non avrà di nuovo dalla sua parte Mare, anche se questo significa demolire tutto – e tutti – lungo la strada. La guerra è ormai alle porte e ciò per cui Mare ha lottato finora è in pericolo. Sarà sufficiente la vittoria per far cadere i regni argentei? Oppure la ragazza che controlla i fulmini sarà costretta per sempre al silenzio? Nel capitolo finale della straordinaria serie di Victoria Aveyard, Mare dovrà finalmente abbracciare il suo destino e chiamare a sé l’intero suo potere, perché a questo punto tutto dovrà essere messo alla prova. Ma non tutto sopravviverà…


Legend.Legend – Stephanie Garber

Titolo: Legend
Autore: Stephanie Garber
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 346

In libreria dal 13 novembre 2018

Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval.L’unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l’antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell’Impero di Mezzo.Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d’amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.

La lepisma libraia

[Recensione] “Stretto” di Nicola Skert

Copertina di Stretto.

Preambolo necessario: ringrazio di cuore Nicola Skert per avermi inviato una copia digitale di Stretto in cambio di una recensione onesta. Chi volesse fare richiesta di recensione può consultare questa pagina (salvarsela nei segnalibri, più che altro, perché le recensioni degli esordienti sono momentaneamente sospese causa leggi universali che impongono alle mie giornate un monte di ventiquattro ore non espandibile).

E poi vorrei ringraziare l’autore per un’altra ragione: per avermi trasmesso un brutto caso di dislocazione della mandibola insieme a una crisi di crampi al diaframma. Mentre lo specialista scribacchia la parcella che solo lui sa decifrare e che spedirò al diretto interessato per risarcimento dei danni fisici, torniamo alle Cose Serie (se ci siamo mai stati): la recensione di Stretto. Ordunque, vediamo che meraviglie si celano oltre la soglia di questo aggettivo maschile singolare.

Titolo: Stretto
Autore: Nicola Skert
Genere: humor
Editore: autopubblicato Amazon
Pagine: 196

Un feto di nome Bert prende incredibilmente coscienza di sé. Appena in tempo, perché presto intuisce che il mondo là fuori non sta girando per il verso giusto. Litigi e tensioni scagliano il papà lontano da casa e la madre reagisce maltrattando sé e la creatura che porta in grembo. Bert fugge dall’utero e finisce casualmente in una scarpa del padre dalla quale nessuno riesce più a estrarlo. E’ l’inizio surreale di una vita stravagante, dettata dall’imprinting intrauterino di fuga da tutto ciò che sente “stretto”. Finché un evento apparentemente banale lo metterà di fronte a un destino davvero imprevisto. Una divertita riflessione sul mito della fuga. E del diventare adulti.


Stretto: la recensione

Definire Stretto un libro che narra di qualcosa è una descrizione riduttiva. È un romanzo di formazione, una risata che tira l’altra, una sottile occasione di denuncia. E Bert, il nostro protagonista, è uno sciame sismico di bambino in cerca di una zolla di mondo sopra la quale assestarsi.

I sismografi di Bert si eccitano fin dalle calde, umide rotondità del ventre materno: l’aspirante neonato, che il “termine” di gestazione lo intravede ancora e solo come un cerchio abbagliante in fondo al tunnel, decide che ne ha abbastanza. Vuole accelerare i tempi, lui, perché le morbide pareti del sacco amniotico cominciano a premergli sui gomiti e sul testino. Ci sta stretto, ecco.


Bert è tutti noi

Al culmine di un parto casereccio che sfida tutte le leggi approvate dell’anatomia umana, senza per questo perdere in godibilità, anzi, Bert ha giusto il tempo di collaudare il suo paio di polmoni nuovo fiammante prima di catapultarsi dentro a una delle scarpe di papà, e lì crescere come un Loto d’oro in passiva attesa finché dalle pieghe di un camice bianco sorride lo scintillio di un paio di forbici. Allora le strumentazioni vanno in tilt, il sismogramma sfora dal tracciato e Bert, in piena magnitudo di nove virgola ventordici, si libera ancora una volta di ciò che gli va stretto.

Ma questo è solo il primo round delle sue (dis)avventure. Il bambino prematuro si farà un ometto prima, un giovane esemplare di adulto poi. Nella sua continua ricerca di uno spazio aperto, di una dimensione di realtà che non lo opprima di mente e di corpo, di una soluzione al laccio emostatico che gli stritola la vita, Bert evaderà perfino dai confini del continente. A lui e alla sua indole da latitante, volenti o nolenti, ci si affeziona presto, e al ritmo del suo respiro viene anche naturale sincronizzarsi. Il suo viaggio iniziatico è anche un po’ il nostro.

D’altronde, è l’archetipo dell’imperfetto essere umano: non siamo tutti in cerca di un atollo personale nel mare ribollente del mondo?


Un assurdo che denuncia

Come quello del miglior Benni, l’umorismo di Stretto si avvale dell’assurdo per indurre al buonumore e nel frattempo smuovere la coscienza.

Non è l’assurdo scomodo e fine a se stesso di chi si sforza fino al prolasso rettale di far ridere con farneticazioni di aria fritta, ma l’ironia intelligente, acuta e squisitamente essenziale delle migliori caricature, quella dello scrittore che ha occhi per inquadrare da lontano un angolo di realtà, lo cattura in un rettangolo di dita e ne deforma e ne esagera i tratti perché tutti i lettori possano viaggiare oltre le pagine di cellulosa e toccare i personaggi con mano, percepirne le emozioni e gli umani difetti. La più efficace denuncia sociale è quella che in superficie non nasce come tale. Quella, insomma, che non si prende sul serio.

L’assurdo di Stretto è un ossimoro. È più realistico della stessa realtà e per questo mi levo il cappello.


Per concludere

Spensierato ma serio, assurdo ma intelligente, originale fin dall’artwork di copertina. Ce ne fossero, di scrittori così attenti. Mission impossible per un possibile sequel: la fuga di Bert dal Sistema Solare.

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Le novità editoriali di ottobre 2018

Novità editoriali.

Quest’estate si sta aggrappando al 2018 come Linus alla sua coperta, ma il freddo – il clima del lettore a cui piace insediarsi in un bozzolo di calda lana e scaldarsi le dita attorno a una tazza di tè – è alle porte e scalcia per entrare. Per fare incetta di vitamine in vista del vero freddo, la lepisma ha selezionato per voi le portate più succose del menù di questo ottobre.

The Outsider.The outsider – Stephen King

Titolo: The outsider
Autore: Matt Haig
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 360

In libreria dal 23 ottobre 2018

La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav’uomo non può essere l’assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.


La caduta di Gondolin.La caduta di Gondolin – John R. R. Tolkien

Titolo: La caduta di Gondolin
Autore: John R. R. Tolkien
Casa editrice: Bompiani
Pagine: 352

In libreria dal 24 ottobre 2018

L’oscuro signore Morgoth sta cercando la città di Gondolin per poterla distruggere, ma Ulmo, dio del mare, vuole aiutare i Noldor, stirpe di elfi che la abita, a evitare il pericolo. Per questo decide di fargli pervenire un messaggio e il suo ambasciatore è Tuor, giovane fuorilegge che suo malgrado si trova a vestire i panni dell’eroe. Dopo un difficile viaggio, in cui incontra Ulmo stesso, Tuor giunge a Gondolin, ma il re Turgon non vuole ascoltare gli avvertimenti. La fine della città è segnata: Morgoth e il suo esercito di orchi, Balgor e draghi impone un potente assedio, da cui però Tuor riesce a fuggire insieme alla moglie Idril, figlia di Turgon, e al figlio Eärendil, da cui poi discenderà Elrond di Gran Burrone. Scritto durante la convalescenza dell’autore ferito nella battaglia della Somme, «La caduta di Gondolin» è il racconto di una misteriosa, splendida città distrutta da forze oscure che Tolkien stesso ha definito la prima vera storia della Terra di Mezzo.

Le ultime uscite sulla Terra di Mezzo di Tolkien sono per lo più lavori di rimaneggiamento e riordino di appunti del figlio Christopher, ma ben venga qualsiasi altro lascito letterario del professore di Oxford.


Miti del Nord.Miti del Nord – Neil Gaiman

Titolo: Miti del Nord
Autore: Neil Gaiman
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 225

In libreria dal 16 ottobre 2018

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell’antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti. Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un’impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir – il più saggio fra gli dèi – il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli. Brillante e divertente, Miti del Nord è una magistrale carrellata del pantheon scandinavo e della bizzarra natura degli dèi: ferocemente competitivi, capricciosi, predisposti all’inganno e a farsi governare dalle passioni. Un universo antico, ricco e affascinante a cui la penna vibrante di Gaiman è in grado di infondere una vita nuova e decisamente attuale.

Ho un intero scaffale della libreria dedicato alla mitologia norrena. Immagino che anche quest’antologia di Gaiman debba andare, prima o poi, a ingrossare le sue fila, se ancora c’è posto… *sigh*


Come una favola.Come una favola – Danielle Steel

Titolo: Come una favola
Autore: Danielle Steel
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 360

In libreria dal 9 ottobre 2018

Camille ha avuto un’infanzia perfetta, circondata dall’amore e da ettari di vigneti nella bellissima Napa Valley, a nord di San Francisco, in California. Lì, tra dolci colline verdi e coltivazioni a perdita d’occhio, i suoi genitori, con dedizione e impegno, hanno dato vita a una rinomata azienda vinicola e una meravigliosa tenuta, ispirata all’antica proprietà di famiglia a Bordeaux. Ma quando, dopo la laurea, Camille torna a casa per aiutare a gestire Château Joy, come ha sempre sognato, la favola s’interrompe bruscamente. La madre viene a mancare e, solo sei mesi più tardi, il padre si lascia ammaliare da una misteriosa e affascinante contessa francese. La donna sembra incarnare l’essenza della raffinatezza parigina, nascondendo però qualche ombra. Camille, ancora in lutto, è scioccata dal fatto che suo padre non riesca a vedere oltre gli sguardi seducenti, i vestiti firmati e le maniere eleganti, e che sia già pronto a rifarsi una vita. Così, mentre il suo mondo crolla, Camille dovrà fare ricorso a tutta la sua forza per riuscire a salvare la memoria e l’eredità della sua famiglia. Fortunatamente per lei, però, potrà contare su una gentile quanto inaspettata alleata, e su un amico d’infanzia riapparso nella sua vita proprio come un principe delle fiabe. “Come una favola” è il nuovo romanzo di Danielle Steel. Una straordinaria storia che ci ricorda come a volte, anche nella vita reale, e non solo nelle favole, il bene vinca sul male.


Misteriosa. Le storie di Olga di carta.Misteriosa. Le storie di Olga di carta – Elisabetta Gnone

Titolo: Misteriosa. Le storie di Olga di carta
Autore: Elisabetta Gnone
Casa editrice: Salani
Pagine: 192

In libreria dal 29 ottobre 2018

Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l’etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà. La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po’ bambini.

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[Recensione] “Le volpi del deserto” di Pierdomenico Baccalario

Copertina de Le volpi del deserto.

Pierdomenico Baccalario si è costruito la reputazione di autore di romanzi fantasy, qui in Italia come anche all’estero, ma all’inizio di quest’anno è tornato in libreria con un romanzo di pura narrativa dal titolo Le volpi del deserto. Niente elementi soprannaturali a questo giro, dunque, ma tanta, tanta Storia e natura incontaminata resa vivida da uno stile esperto. Che dite, sorvoliamo anche noi le dune del paesaggio corso insieme a Morice e alla sua famiglia?

Titolo: Le volpi del deserto
Autore: Pierdomenico Baccalario
Genere: ragazzi/narrativa
Editore: Mondadori
Pagine: 316

Due volpi e un segreto. Morice è il ragazzo destinato a svelarlo.

Si è molto scritto sui cercatori di tesori. Quasi mai su chi li nasconde. Credo che la cosa più difficile, per chi nasconde un tesoro, sia riuscire a nasconderlo a se stesso.

Morice a undici anni si è appena trasferito a Dautremere, un paesino sperduto della Corsica: mentre i suoi genitori gestiranno il decadente Hotel Napoléon, lui andrà in giro a registrare i suoni del mare. Almeno, questa è l’intenzione, finché un pomeriggio incontra Audrey, sua coetanea: è lei a rivelargli l’inquietante scomparsa di un marinaio tedesco che viveva lì. E questo non è l’unico mistero. Ben presto Morice e Audrey scoprono che su tutto il paesino aleggia un oscuro segreto che risale alla Seconda guerra mondiale. La stessa guerra in cui Rommel, il generale nazista detto “la Volpe del deserto”, e Saint-Exupéry, il celebre autore del Piccolo principe, potrebbero essersi alleati per stravolgere le sorti del conflitto, scatenando una caccia al tesoro che dura da quarant’anni e che porta proprio a quelle scogliere… Età di lettura: da 11 anni.


Le volpi del deserto: la recensione

Non fosse curvo su una scrivania a ticchettare piccoli capolavori a tastiera, con la retroilluminazione di un monitor a proiettargli sul viso un tenue bagliore bianco, Baccalario lo vedrei bene ad accogliere turisti con mazzi di chiavi d’ottone da dietro il bancone di una reception. Infatti, Le volpi del deserto prende in prestito, come ha già fatto in passato il primo episodio della serie fantasy Century dello stesso autore, l’atmosfera internazionale e misteriosa degli hotel popolandola di un cast di personaggi da Golden Globe.

Con una sola differenza: Morice e la sua famiglia, al contrario di Electra, l’allora eroina, della professione di albergatore ne sanno quanto un tarlo di astrofisica.


Quando la cordicella del mouse non era appendice del braccio

Siamo all’alba dell’estate del 1986 – l’anno in cui il Messico ospitò i Mondiali di calcio – quando i genitori di Morice decidono, del tutto arbitrariamente, di abbandonare la sicurezza del continente, identificato nella città di Marsiglia, per tuffarsi nel punto interrogativo di un paesino abbarbicato sulla costa della Corsica e lì gestire – o imparare a gestire – il fatiscente Hotel Napoléon.

In macchina, inerpicandosi fra le stradine del brullo scenario corso, viaggiano in cinque: mamma, papà, Morice, la sorellina Mirabelle e Jenska, la sorella maggiore nel pieno fuoco di una ribellione adolescenziale e che già scalpita alla prospettiva di trascorrere un’estate all’insegna della monotonia.

Morice, però, aspirante rumorista dal cui punto di vista si registra la storia, zigzaga con gli occhi al di là del finestrino e processa la novità con crescente ottimismo, perché la trasferta nella tranquilla Dautremere costituisce un’occasione ghiottissima per arricchire la sua banca dei suoni con altri rumori che siano quelli dei clacson insofferenti e dei motori che sfrecciano sull’asfalto.

E mentre si immagina di allungare un microfono verso una cicala frinente, si guarda di lato a sorridere verso il bambino riflesso che solo lui vede.


Uno spiedino di misteri

La prenotazione inaspettata di una coppia di turisti tedeschi, un funerale senza il morto, un padrone di casa impiccato, carcasse di conigli appese al cancello dell’hotel a mo’ di striscione di benvenuto. Più ci si addentra nel sottobosco de Le volpi del deserto e più cala il buio, in un crescendo di ombre che allontana il libro dagli scenari edulcorati del genere per ragazzi. In dirittura d’arrivo, infatti, la tensione è da romanzo thriller.

Perché i dautremeresi piangono su una bara vuota? Cosa stanno complottando i due turisti teutonici che quatti quatti e instancabili, come cani da tartufo dal formidabile senso dell’orientamento, setacciano ogni anfratto dell’hotel? Soprattutto, dov’è l’oro di cui tanto si parl(ott)a?

La caccia al tesoro che nasce come un innocente passatempo si spinge oltre la salsedine e il solleone di Dautremere ed evolve in una catena di misteri di scala internazionale, e a dare l’abbrivio alla fantasia di Baccalario è proprio la nostra Storia, con le sue guerre, i suoi soldati, i suoi strateghi in carne e ossa i cui nomi ritroviamo sui banchi di scuola.

Forti del loro spirito avventuroso e del tempo libero concesso dalla pausa estiva, Morice e Audrey si tuffano a braccia tese nella risoluzione dell’enigma, ma non sanno che, al traguardo, una fossa di serpenti attende il loro passo falso…


Per concludere

Una pagina tira l’altra, come la canonica ciliegia.

Stellina per recensioni.
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La lepisma libraia

Le volpi del deserto: errata corrige

Questi sono, in ordine di apparizione, i refusi presenti nella versione Kindle de Le volpi del deserto come disponibile su Amazon a fine agosto 2018. In un futuro utopistico, un dipendente della Mondadori leggerà queste righe e deciderà di provvedere…

Scivolai fuori dalla lenzuola per sciacquarmi la faccia
Sentii Fabrice pasticciare nella mia testa e mandami una serie di idee
«Cosa gli è successo?» domandò Audrey. «Nessuno la sa. […]»
sotto le nuvole si sentiva un’assordante rumore di macchine meccaniche
Che fine aveva [fatto] Puschbach.
Oscar Tardì entrò senza aspettare risposta, come proba bilmente
La cicala nascosta tra i rami del gelso era assordante, come se stesse annunciando la fine del mondo[.]
affondato in mare basso durante un esercitazione con un U444

Le novità editoriali di settembre 2018

Novità editoriali.

L’estate non è ancora terminata e già si avvertono le prime avvisaglie della stagione autunnale. A quando una soluzione all’inesorabile scorrere del tempo? Forse Matt Haig può alzare la mano? Vediamo assieme le uscite di questo mese.

Come fermare il tempo.Come fermare il tempo – Matt Haig

Titolo: Come fermare il tempo
Autore: Matt Haig
Casa editrice: E/O
Pagine: 360

In libreria dal 29 agosto 2018

Come fermare il tempo è una storia folle e dolceamara sul come perdere e poi ritrovare se stessi, sull’inevitabilità del cambiamento e sul lungo tempo necessario per imparare a vivere. Una storia bellissima in cui riconoscersi, per piangere su tutto ciò che perdiamo e per rallegrarci delle meraviglie della vita.

«Matt Haig ha un’empatia per la condizione umana, le sue luci e le sue ombre, e usa tutti i colori della sua tavolozza per costruire le sue storie eccellenti». Neil Gaiman Pensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve ad ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi.


Una morte perfetta.Una morte perfetta – Angela Marsons

Titolo: Una morte perfetta
Autore: Angela Marsons
Casa editrice: Newton Compton
Pagine: 381

In libreria dal 30 agosto 2018

Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora caldo di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e rinvenuta in fin di vita con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato il prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora?


Preghiera del mare.Preghiera del mare – Khaled Hosseini

Titolo: Preghiera del mare
Autore: Khaled Hosseini
Casa editrice: SEM
Pagine: 56

In libreria dal 5 settembre 2018

Mio caro Marwan…
È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa dove “nessuno ci ha invitato”, dove chi la abita “ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie”. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente.
Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranze e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.


L'ultimo giro della notte.L’ultimo giro della notte – Michael Connelly

Titolo: L’ultimo giro della notte
Autore: Michael Connelly
Casa editrice: Piemme
Pagine: 372

In libreria dall’11 settembre 2018

In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio

«La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.»

La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova, maestosa storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio – destinato a incontrarsi presto anche con Harry Bosch -, una detective tosta, solitaria e dalla corazza durissima. Una che non ha nessuna intenzione di mollare.


Il fantasma di Giada.Collana I Frillini

Il sito web dell’editore

Collana dedicata ai giovani lettori di noir della fascia di età compresa tra i 9 e 13 anni. I protagonisti di queste indagini saranno i ragazzi stessi che vestiranno i panni di giovani investigatori. Misteri, strani fenomeni, accidentali ritrovamenti e molto altro saranno i principali ingredienti di questa nuova proposta targata Fratelli Frilli Editori.

Sono tutte di quest’anno le pubblicazioni che appartengono alla collana de I Frillini, edita da Frilli Editori, che si propone di raccogliere l’eredità de I Piccoli Brividi e far scorrere un formicaio di brividi sulla schiena dei giovani lettori.

Qui a lato, la copertina dell’ultima uscita, Il Fantasma di Giada scritto da Laura Veroni. Di seguito si riporta la sinossi del libro.

Giada, Francesca e Beppe sono tre amici che frequentano la stessa scuola media. Beppe è molto studioso, ma anche molto impacciato, soprattutto con le ragazze; Francesca, esuberante e pragmatica, è un po’ l’anima del gruppo. Giada, bella e tendenzialmente sognatrice, ha segretamente una cotta per Marco, un suo compagno. La presenza in casa di Giada di un tavolino proibito, un tempo usato per le sedute spiritiche, porterà nella quotidianità dei ragazzi una presenza terrificante, lo spirito di Matteo Bianchi, un loro compagno di classe, morto in un incidente stradale un anno prima. Il ritorno di Matteo Bianchi darà il via a una serie di eventi inspiegabili, che trascineranno i tre ragazzi in un’avventura al limite del paranormale. Ma sarà proprio vero che i fantasmi esistono?

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